LA SICUREZZA: UNA PERCEZIONE SBAGLIATA!

Parlare di sicurezza oggi, non è facile! Mi viene in mente il correttore grammaticale del WORD, quando, controllando una parola, dice: “non è consigliabile usare questo termine, non perché errato, ma perché logoro ed abusato!”. E questo è quello che tanti datori del lavoro percepiscono della sicurezza e di tutte le norme ad essa legate: logora, abusata, consunta, un FASTIDIO COSTOSO che non si capisce a cosa serva, ma che si deve pagare perché è la legge ad imporcelo; se poi, la ASL ha concesso la licenza tecnico sanitaria, l’Ispettorato del Lavoro ed i Vigili del Fuoco e tutto il resto del mondo delle licenze, autorizzazioni e pareri favorevoli hanno detto: è tutto a posto! ... la domanda che una persona ragionevole si pone è:“Ma, se è tutto a posto - ed è a posto perché sono autorizzato! - perché devo pagare un tecnico per fare un mucchio di carte utili, solamente, a fare crescere le spese a fine mese?”

Ma, è proprio così?

No! questo è un pensiero fuorviato, frutto di conoscenze non approfondite e poco attente all’incresciosa pericolosità giuridica della sicurezza che manifesta il suo volto, quando ormai è troppo tardi e ti viene presentato un conto salato a volte spietato ed esagerato, dalle conseguenze, in alcuni casi, irrecuperabili.

LA SICUREZZA: ignorarla costa SOLDI!
Un volto che ben ha conosciuto l’azienda, isolata, di quella famosa provincia, che ha dovuto pagare il “danno biologico” quantificato in 300.000 euro ad un lavoratore che subiva, inerme, le continue rapine del suo sportello: una ogni quindici giorni!
Eppure, l’azienda aveva il proprio DVR e aveva alzato il premio assicurativo a copertura di qualsiasi incidente!


LA SICUREZZA: ignorarla costa VITE!
Un volto che ben ha conosciuto quel famoso centro autorizzato in tutto e per tutto, che non aveva “una procedura di emergenza” per gestire la camera iperbarica: una carenza costata atrocemente la vita a pazienti che si sono visti e sentiti arrostire. 
Eppure, era una macchina autorizzata!

LA SICUREZZA: ignorarla può costare un’AZIENDA!
Un volto che ben hanno conosciuto diverse aziende che sottoposte ad attacchi informatici da interni o da hacker si sono viste derubate di informazioni critiche, hanno visto siti istituzionali fuori servizio o defacciati con impatti immensi sulla propria immagine o con ripercussioni civili, penali ed economiche senza ritorno. 
Eppure, le loro infrastrutture erano protette da accreditati sistemi di sicurezza...

ASSICURARE LA SICUREZZA: una non soluzione se…!
L’assicurazione sarebbe la Soluzionese, anche questo contratto non prevedesse quella clausola che condiziona la corresponsione del premio alla verifica del rispetto delle norme di sicurezza. Anche qui, l’assuntore del rischio, come si dice nel gergo, paga se, e solo se, tu hai fatto tutto quello che dovevi fare per impedire che l’infortunio accadesse.  
Eppure, non è chiaro! Non è chiaro come sia possibile che uno in regola con la L.46/90, ora sostituita dal DM 37/2008, con il DM 10.3.1998, con la 547/55, con la 303 e con tutti gli altri numeri della sicurezza, non possa essere considerato a “posto e non sia meritevole di vedersi riconosciuto il rimborso dell’assicurazione, pur avendone pagato regolarmente il premio, pur avendo pagato fior di consulenti e, addirittura, dopo tutto questo, ci vada di mezzo civilmente e penalmente: pagare due volte ed essere pure beffati, ce n’è abbastanza per sbattere i pugni sul tavolo.

LA SICUREZZA: un processo che deve essere gestito!
Per chiarire questa faccenda, bisogna entrare nel merito della differenza che esiste tra evento accidentale ed evento incidentale, quella differenza che, fa la “differenza” tra la tranquillità “del tutto a posto” e l’ansia di “dover pagare, ed a caro prezzo, la nostra ignoranza”. Comprendendo bene che è incidentale tutto ciò che è provocato da un guasto tecnologico, di una tecnologia “non a norma”, oppure non gestita “secondo le norme”, mentre è accidentale, tutto ciò che accade, malgrado una tecnologia “a norma”, gestita “secondo le norme”, siamo sulla strada giusta per cogliere quella “differenza” e per salvaguardare I nostri lavoratori, la nostra azienda e noi stessi da spiacevoli imprevisti.

Ma c’è di più! Un di più legato al fatto che un’azienda è un organismo vitale in cui tutti lavorano e devono essere coordinati per portare a casa il risultato che, a questo punto lo dobbiamo dire, è un fatturato che deve tenere conto della sicurezza! E se lo dobbiamo dire, dobbiamo anche dire che questo si può fare solo se si è messo a punto un “Sistema di Gestione” idoneo e funzionale! Un sistema che attinge la sua linfa dalle linee guida UNI – INAIL, che costituiscono una pratica versione italiana della OHSAS 18001 del BSI, aggiornate al 2007, dalla ISO27001 e da altri standard riconosciuti a livello mondiale.

Solo questo modo di procedere, raccomandato da L.81, per fare un nome a caso, fornisce un risultato inoppugnabile, capace di applicare correttamente tutte le norme, nella “sostanza” dell’obiettivo sicurezza, e di resistere alle obiezioni in ogni sede di contenzioso, sia penale e sia civile, e di tutelare, in primis chi “vive e fa vivere l’azienda” e, subito dopo, l’impresa, i suoi amministratori e lo stesso esperto responsabile della valutazione, il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, anch’egli soggetto alle stesse norme penali e civili, che incombono sull’imprenditore, per la rilevanza, nel caso di danno, del profilo concorsuale tra questi due ruoli.

IL SISTEMA DI GESTIONE: è la nostra proposta per la Sicurezza nella Sua azienda!
Attenta al monito del contesto giuridico che è stato or ora accennato, la nostra società persegue la missione di contribuire alla riduzione di ogni “spreco sociale” in materia di salute e sicurezza. È questa la ragione per la quale proponiamo ai nostri clienti un rapporto di partenariato che, escludendo l’esaurimento del nostro compito in meri adempimenti formali,  punta ad un collaborazione etica ad alto valore aggiunto sul profilo giuridico ed economico, entrando nel merito della gestione aziendale con tre obiettivi:

      1°.      individuare le strategie, tagliate sull’azienda, per confinare, nell’area “accidentale”, l’eventuale insorgenza di eventi infortunistici, potenzialmente compromissori della salute e della sicurezza di ogni uomo, donna o bambino che, in un qualsiasi modo e per qualsiasi motivazione, abbia o abbia avuto una “relazione”, anche “interposta” (basta pensare alla famiglia di un “operatore della sanità” che rientra a casa la sera e può essere portatore sano degli agenti patogeni contratti sul lavoro), con l’azienda;

      2°.      individuare le strategie tecnologiche e organizzative, tagliate sull’azienda, per annullare o quanto meno mitigare le falle di sicurezza sul trattamento dei dati telematici, potenzialmente compromissori dei beni e della reputazione aziendali, dello stato civile e penale dei propri responsabili

      3°.      elaborare il piano delle azioni necessarie per concretizzare le strategie individuate, per “investire” in sicurezza:

      1. recuperando efficienza nell’utilizzo delle risorse interne e delle tecnologie a disposizione;
      2. indirizzando il cliente verso le soluzioni più efficaci e a minor impatto (non  solo economico) rispetto al contesto
      3. utilizzando tutti i benefici delle leggi vigenti in materia di crediti di imposta e di finanziamenti agevolati;
      4. ottimizzando la spesa assicurativa, limitandola alla copertura del “rischio residuo effettivo”;

      4°.      assistere il nostro cliente nel monitoraggio del piano operativo per conseguire, in itinere, il miglioramento continuo degli asset della gestione.

L’Economia di gestione si concretizza nel suo significato più vero come “ le regole del governo della casa”; affidi la Sicurezza della Regole della Sua Azienda in “Mani Sicure”ci contatti all'indirizzo email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.